Tremalume

Von: Fabio Pusterla

Fabio Pusterlas zum Teil schon in der Anthologie Da qualche parte nello spazio (Le Lettere, 2022) angekündigter neuester Gedichtband Tremalume bietet auf 192 Seiten mit seiner Kohärenz, Komplexität und Intensität viel Stoff für eine literatur- und sprachwissenschaftliche Analyse. Und doch erreicht der eingängige Ton der Gedichte alle Leserinnen und Leser, die mit ihnen unterwegs sind, sich vielleicht in ihrer Landschaft widerspiegeln und Pusterlas Werke in ihrer ganzen Experimentierfreudigkeit aufleben lassen, mit allem, was sie prägt: literarische Tradition und Gedächtnis, Fragen und Hoffnung, Zwang und Freiheit. (sl Übers. rg)

*Se il tempo è come un’onda come una macchia d’olio nello spazio e la sua curva porta in direzioni vaghissime e possibili potremo svanire anche noi per ritornare segni di passaggio.* “Tremalume è una parola che ho inventato io” racconta Fabio Pusterla. “È apparsa sulla pagina mentre provavo a scrivere una poesia un po’ strana, e mi è balzata agli occhi come il titolo migliore per il mio nuovo libro. Tremalume: un neologismo in cui il tremore, la minaccia e la preoccupazione non eliminano affatto la piccola sopravvivenza di un lume, di una minima luce a cui affidarsi”. Un cammino paziente, ostinato, nelle regioni del disastro, del degrado, tra i mostri della notte sui sentieri, nella luce migrante; il cammino di chi non ha scelto, ma non ha rinunciato, complice un silenzio che nel frastuono dei sobborghi “vive ai margini e si cela”. Lo sguardo è a larghissima gittata, abbraccia “pochi vivi e molti morti”, l’ultima aborigena della Tasmania, i macachi creati in un laboratorio dell’Oregon. A quattro anni di distanza dall’ultimo libro, *Cenere, o terra*, in questi nuovi versi, sempre più limpidi, la denuncia, il dolore pubblico e privato lasciano affiorare la forza di un segno che resta, una speranza intima e sommessa capace di proiettarsi nel cosmo, nei millenni, nutrendosi di memoria e vastità. (Dalla presentazione del libro, Marcos y Marcos)