L'oblio sotto la pianta

Von: Massimo Daviddi

L'oblio sotto la pianta

prefazione di Giovanni Orelli

Il barone di Münchausen che cerca di emerge da una trappola di fango tirandosi su per i suoi stessi capelli: è questa l'immagine proposta da Giovanni Orelli nella prefazione per riassumere la nuova raccolta di poesie di Massimo Daviddi. Poesie in versi, ma soprattutto_poesie in prosa_, ovvero brevi, folgoranti "prose ritmate". I fili che legano questi testi sono quelli eterni dell'amore e della pietas per chi soffre, cui si aggiunge un bisogno quasi ossessivo di interrogare il male, la malattia, di scavare con le unghie nella terra per disseppellirne il senso, le ragioni profonde. Ancora dalla prefazione: "dietro "gli aspetti più brutti e ciechi della realtà" si nasconde, o cerca di nascondersi, il settenario che è un po' la spia di un desiderio struggente della grazia. Settenario come punto di fuga". Il che non significa allontanarsi né dalla vita di tutti i giorni né dalla Storia. (Quarta di copertina)