Cenere, o terra

Von: Fabio Pusterla

Der achte Gedichtband von Fabio Pusterla, Cenere, o terra, kreist um die unaufhörliche Bewegung der Natur, in Gegenüberstellung mit traumatischen historischen Umwälzungen der heutigen Zeit und mit dem Generationenwechsel. Das ambivalente Bild eines Stroms, der zerstört und neu erschafft, lässt eine unversöhnliche Dialektik sprechen, die einzig in engen Beziehungen innerhalb der Familie oder der intellektuellen Gemeinschaft eine tröstliche Auflösung findet. Sie setzt die individuelle und kollektive Geschichte in Beziehung zu den langen Zeiträumen der Natur. (gv, Übers. rg)

Tra queste poesie respira una pace nuova, che accoglie in sé la lotta, l’asprezza e l’abisso. C’è una casa a cui tornare, ora, anche se sospesa sul ghiacciaio; e negli anfratti degli anni riemergeranno un elenco di mondi e di volti, una mappa di voli, una gioiosa somma di possibilità. Si apre con la preghiera della rondine, si chiude con lo sguardo di un bambino, questo libro che ha gli antichissimi quattro elementi – terra, aria acqua e fuoco – come poli attrattivi, e non “secondo il calcolo di un progetto, piuttosto attraverso un agguato dell’immaginazione”. (dalla presentazione del libro, Marcos y Marcos)