Hana abbandona gli studi universitari per tornare a vivere sulle montagne del Nord dell'Albania, nella casa dello zio che l'ha cresciuta dopo la morte dei genitori e che adesso è vedovo e malato. Un atto d'amore e di gratitudine che assume i tratti di uno spaventoso olocausto di sé quando Hana, che si rifiuta di accettare il matrimonio combinato pensa che l'unico modo per risolvere i suoi problemi sia diventare una Vergine giurata: una di quelle donne, cioè – la cui esistenza è prevista dal Kanun albanese –, che a un certo punto della propria vita decidono di farsi uomini e di rinnegare la propria femminilità…
(Quarta di copertina)