Tutto ciò che siamo stati

Von: Olimpia De Girolamo

Nach jahrelanger Abwesenheit kehrt Anna Di Gregorio nach Neapel zurück, um ihren Vater zu suchen, der zwei Monaten vorher von zu Hause verschwunden ist. Dabei sieht sie sich konfrontiert mit der Stadt, aber vor allem mit ihrer Vergangenheit, von der sie sich losgelöst glaubte. Auf der Suche nach dem Vater tauchen Kindheitserlebnisse auf, und mit ihnen die mehr oder weniger sichtbaren Schrunden, die sie im Leben der Beteiligten hinterlassen haben. Der Romanerstling Tutto ciò che siamo stati («Alles, was wir gewesen sind») befasst sich mit dem Erwachsenwerden und der Sexualität, der Familie und ihren Geheimnissen, Schuld und Unschuld. Er entführt uns in eine verwirrende Stadt, in ein neapolitanisches Quartier, in dem vieles gesagt und vieles verschwiegen wird, zeigt die Oberfläche und die (realen und metaphorischen) Tiefen. So schafft er, auch dank der Dialekt-Einsprengsel, die viele Dialoge prägen, eine geheimnisvolle und berührende Atmosphäre. (mf Übers. rg)

Anna torna a Napoli dopo vent’anni per raccogliere indizi sulla scomparsa di suo padre. La madre le consegna una lettera in cui le parole sono un messaggio in codice tutto da interpretare. Il ritorno a casa e l’ascesa tra le scale del palazzo mettono in moto la pellicola dei ricordi e il legame tra lei e la sua amica Ada. I fatti si susseguono in quei giorni partenopei avvolti da misteriosi incontri. Presto la donna si rende conto che il percorso intrapreso va oltre il ritrovamento di un padre indecifrabile, dimostrandosi più vorticoso: è il viaggio verso se stessa, nei fatti dell’infanzia, nel ventre nascosto della sua coscienza, attraverso il buio della città, alla ricerca di parole che possano ricostruire una narrazione visibile e sopportabile della sua vita. Il mondo di sopra e quello di sotto, in una Napoli sospesa, si intrecciano e restituiscono Anna a se stessa con occhi che imparano a vedere e che non aveva mai avuto prima. (Presentazione del libro Gabriele Capelli )