Rosagarda

Von: Giorgio Orelli

Im Anschluss an Pomeriggio bellinzonese (Casagrande, 2017) fügt Rosagarda Giorgio Orellis erzählerischem Werk einen weiteren Baustein hinzu. Der Band nimmt drei Geschichten aus der Oberen Leventina in einer unveröffentlichten Fassung auf, die von den im Haus der Familie aufbewahrten Typoskripten übertragen wurde. In einer umfassenden und vielschichtigen Sprache veredelt die Prosa ein breites Anekdotenrepertoire, das eng mit der Thematik der Alpen und mit Jugenderinnerungen verbunden ist, zu einer menschlich und literarisch wertvollen Erzählung. (am Übers. rg)

La vita di una piccola comunità alpestre, con le sue storie ora comiche ora venate da sordi risentimenti, in anni in cui la civiltà contadina seguiva ancora consuetudini millenarie, regolate sul ciclo delle stagioni. Rosagarda è un microcosmo che dalla dolce conca in cui è adagiato il paese si estende verticalmente fino ai pascoli d’alta quota, oltre i duemila metri, dove vivono camosci, marmotte e fagiani, e dove i contadini, con maggiore o minore convinzione, imbracciano il fucile da caccia. La modernità, intanto, letteralmente si espone sull’altro versante della valle, assumendo forme primordiali, adamitiche. Il protagonista-narratore si aggira tra le case e nei prati, mentre la memoria gli restituisce immagini e volti che tornano a farsi vivi nell’'allegro giusto' di un racconto nel quale ogni dettaglio ha il suo perché: «… faresti una bella cosa seguendo l’esempio dei grandi maestri d’una volta, che riposandosi si divertivano a pitturare in un qualche angolo qualcosa d’impensato, di cui poi magari si dice che è la cosa più bella». Benché Orelli riprenda qui motivi e figure in parte già noti anche attraverso le sue poesie, questo trittico di racconti, frutto di una serie di riscritture risalenti agli anni ’90, costituisce di fatto un libro inedito e una delle principali sorprese del suo lascito letterario. (dalla presentazione del libro, Casagrande)