Racconti

Von: Angelo Casè

Der kleine, aber feine Verlag sottoscala in Bellinzona hat vier Erzählungen des Lyrikers und Prosaschriftstellers Angelo Casè (1936–2005) aus Minusio in einem Band versammelt, mit einem Vorwort von Flavio Catenazzi. L'età del tic , erschienen 1967 im «Almanacco Ticinese», ist eine melancholische Erzählung über einen introspektiven Spaziergang, der am Ufer eines Sees beginnt und in der Küche der geliebten Mutter endet. Grundthema ist die Schwierigkeit, sich einem alten Schmerz wie dem Tod des Vaters zu stellen und ihn mit anderen zu teilen. Die drei anderen Erzählungen dagegen – _Il dolore di uno, Non basta la vita intera, In un fosso, all'Ardenza, _ursprünglich erschienen im Band La lunga memoria (Cenobio, 1978) – drehen sich um das Spannungsfeld zwischen der Notwendigkeit und dem Wunsch, die ursprüngliche, bäuerliche Welt zu verlassen. Casès langsames, aber nie langweiliges Schreiben mit seinem regional geprägten Wortschatz und wohldosierten Beschreibungen gibt eine enge Realität wieder, in der die Beziehungen zwischen Menschen, die weggehen müssen oder wollen, bzw. Menschen, die bereits weggegangen sind und dann zurückkehren – mit den entsprechenden inneren Reflexionen – zu wertvollen Erkundungen der menschlichen Unruhe werden.

Racconti
“Guarderanno assieme dietro le ultime case del paese, dove il fuoco per secoli ha divorato boschi e prati e malghe. Lui capirà, finalmente, come il suo carattere permaloso e irascibile sia stato formato, una sera di marzo, quando la vita pareva una festa ed era soltanto la vigilia di un dolore. Si guarderanno, madre e figlio, con occhi più lucidi: alla finestra, saranno due ombre nella luce violenta del giorno nuovo, due creature come ce n'erano state migliaia prima di loro, come ce ne saranno migliaia dopo, di là dalla morte che una valle come la loro poteva ospitare”. C'è da parte dell'autore di questi racconti, rimasti troppo a lungo in un silenzio immeritato, una continua proiezione di sé medesimo e dei propri ricordi infantili sullo sfondo dolente di un mondo rurale e contadino, quello della Valmaggia, ora amato visceralmente ora sentito come fuori della storia.

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