Quaderno della Monteforno

Von: Sara Rossi Guidicelli

Die Tessiner Autorin Sara Rossi Giudicelli erzählt in ihrem dritten Roman die Geschichte des Stahlwerks Monteforno, das 1946 eingeweiht wurde und Hunderte von italienischen Arbeitern nach Bodio und in die Leventina holte. Mittels einer vielstimmigen Erzählweise, die sich aus Fragmenten zusammensetzt und auch Auszüge aus Briefen und Archivmaterial verwendet, zeichnet die Autorin die Geschichte der Fabrik und ihrer Arbeiter nach. Dabei beleuchtet sie auch die Veränderungen in der Tessiner Gesellschaft der zweiten Hälfte des letzten Jahrhunderts und setzt sich mit Thematiken wie der Arbeit oder der Einwanderung auseinander. Das Buch verwebt Gegenwart und Vergangenheit und stellt so auch den Verlauf der Recherche und Rekonstruktion der Autorin dar, an der Schnittstelle zwischen journalistischer Aufarbeitung, Dokumentation und Erzählung. (np Übers. rg)

«Una fabbrica, l’ultimo giorno, lavora come il primo, come al solito, a pieno regime. I rumori sono gli stessi, il caldo dell’acciaieria è uguale, asfissiante, ti prende tutto intero. Solo che l’ultimo giorno, dopo il turno, qualcuno spegne la luce e lascia il buio». Questo libro racconta di una fabbrica ticinese che nel Novecento, attirando nella val Leventina centinaia di lavoratori, ha trasformato la piccola località di Bodio in un centro industriale: la Monteforno Acciaierie e Laminatoi. Ma l’acronimo MAL non deve trarre in inganno, perché quella della Monteforno non è solo una storia di lavoro estenuante in condizioni estreme: è anche un’avventura industriale animata da spirito d’iniziativa, coscienza sindacale e da un rapporto sfaccettato tra dirigenti e dipendenti, oscillante tra paternalismo, contese, rispetto e lealtà. Sara Rossi Guidicelli ricostruisce l’epopea della fabbrica dalla fondazione alla chiusura, facendoci vedere le fiamme, avvertire sulla pelle la vampa dei forni e soprattutto sentire le voci di chi l’acciaieria l’ha vissuta: dagli operai, quasi tutti italiani, che raccontano come fosse difficile riuscire a sentirsi a casa in una realtà nuova, a dirigenti, impiegati, infermiere, sindacalisti, maestre, politici e abitanti della regione, uniti in un coro che parla di lavoro, emigrazione, radicamento e passione. (Dalla presentazione del libro, Istituto Editoriale Ticinese )