*Nella prefazione d’una battaglia* si sviluppa attraverso un dialogo quanto mai libero con uno dei capolavori di Giorgio Caproni, *Il Conte di Kevenhüller* (1986), da cui viene ripresa in particolare la figura della misteriosa “Bestia” contro la quale il 14 luglio del 1792 le autorità del Ducato di Milano indissero una caccia. A partire da un’interrogazione su quello che avrebbe potuto essere il punto di vista di tale “Bestia” – la cui effettiva esistenza sia nella realtà storica che nella prospettiva di Caproni è tutt’altro che certa –, questo volume intende anche indagare diverse questioni, al tempo stesso filosofiche, linguistiche e politiche, implicite nell’uso del pronome “noi” e della prima persona plurale.
(dalla presentazione del libro,
italic)