La materia cui Alborghetti ha messo mano con questa sua opera di poesia, di particolare intensità e singolarità come si vorrà notare, non è di quelle che si possa fingere di ignorare. Riguarda infatti gli esclusi, gli emarginati, i fuggitivi, i “sans papier”, tutti quegli uomini insomma che riassuntivamente vengono chiamati in una parola “clandestini”. Problema spinoso del nostro tempo, al quale qui si vuole soltanto accennare, e che trova il nostro Paese coinvolto direttamente e duramente. Alborghetti ha voluto avvicinarlo e approfondirlo non da osservatore neutrale, ma facendosi come uno di loro, conquistandone la fiducia, avendone in cambio le confidenze, dividendo con loro i dolori e le asprezze della loro grama vita. Tutto questo per un periodo di notevole ampiezza, perché la sua scrittura apparisse lontana da ogni forma di approssimazione e di superficialità.
Giampiero Neri