Il viaggio continua

Von: Franco Beltrametti

a cura di Anna Ruchat, con la collaborazione di Pietro Giovannoli e Stefano Stoja, Prefazione di Giulia Niccolai e Stefan Hyner

Nella diaspora stellare di spiriti irregolari seguita al big bang del 63, il caso di Franco Beltrametti è il più esemplare e – per chi voglia ricostruirne il senso – il più disperante. Nessuno più di lui visse l’esperienza artistica in primo luogo come esperienza, appunto: fervore di avventure e deterritorializzazione continua. Decisivi il viaggio in Giappone, nel ’66, e il soggiorno nel Belice dopo il terremoto del ’68. [...] Un’esistenza «in forma di arcipelago» (per parafrasare Blanchot) è quella di chi concepisce sé, e la propria espressione artistica, semplicemente come relazione con l’altro, gli altri. Per questo parte integrante del libro è l’«indice dei nomi» con cui, di queste relazioni, si traccia la mappa. [...] Ogni volta che Beltrametti si è versato sulla pagina – sempre leggero e divagante, acquerellesco e zen: a parole quanto per immagini – lo ha fatto per collegare le isole nella corrente della sua vita. Così questa vita si è fatta, fino in fondo, poesia: perché è la poesia quella cosa che stabilisce legami. (dalla presentazione del libro, L'Orma editore)

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