Il Tullio e l'eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino

Von: Davide Rigiani

Davide Rigianis überraschender Erstling Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il canton Ticino («Tullio und das allzu seltsamste Eolal im ganzen Tessin») erzählt die täglichen Abenteuer und Missgeschicke des bei Lugano wohnhaften Fünftklässlers Tullio Ghiringhelli und seines ganz besonderen Haustiers, das der Junge zufällig im Garten gefunden hat und das ihn überallhin begleitet: Es handelt sich um ein Eolal. Mit seinen unerwarteten, witzigen Episoden, die ständig darauf abzielen, die Realität zu unterlaufen, und mit seinem spielerischen Gebrauch der Sprache gelingt dem Autor eine grosse Hymne an die Fantasie. (mf Übers. rg)

I Ghiringhelli sono una strampalata famiglia italosvizzera che abita nel Canton Ticino, in una casa piena di gatti che si chiamano come avverbi o congiunzioni. La signora Ghiringhelli è una donna imperturbabile e pragmatica che lavora nella sede luganese della Banca d’Elvezia, il signor Ghiringhelli è un poeta avanguardista che traduce in quartine guide e manuali d’istruzioni, la figlia grande è un’adolescente sempre imbronciata. E poi c’è il Tullio. Il Tullio fa la quinta elementare, ed è un bambino timido e silenzioso, che cerca di passare inosservato. Ma nella sua smisurata immaginazione vive e pulsa un’intera città popolata da supereroi, alieni, piante carnivore parlanti, Roger Federer, cavalieri medievali e tutto quello che può abitare la fantasia di un bambino di dieci anni. Il Tullio presta più attenzione a loro che ai maestri, ragion per cui a scuola va così così. Ma una sera trova un eolao, e se hai un eolao non puoi proprio passare inosservato. Tra superlativi iperbolici, girondi stornati e animali fantastici, sui sentieri dell’assurdo tracciati da Gianni Rodari, Pennac e Vonnegut, dai film di Wes Anderson o dai fumetti di Calvin & Hobbes, Rigiani ci ricorda che felice e sovversiva sarabanda possa essere la letteratura. Un gioco spericolato con la lingua, una trovata esilarante, la messa a soqquadro di quella metafora dell’ordine universale che è la Svizzera. (dalla presentazione del libro, minimum fax)

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