Estreme visioni di bianco

Von: Andrea Bianchetti

Der 1984 geborene Andrea Bianchetti lässt sich mit junger, doch schon unverwechselbarer Stimme vernehmen. Er scheut auch in den niedrigsten Alltagsbeschreibungen das Wagnis nicht, von der Liebe zu sprechen – trotz allem, wenn auch der Atem manchmal stockt. Drei Teile vereinen insgesamt zwanzig Gedichte, die oft verunsichern und befremden. Zeitlich und räumlich kaum verortet treiben sie mit der Wirklichkeitstreue ihr Verwirrspiel. Gegenwart und Vergangenheit treffen aufeinander, und Bilder entstehen eher im Bereich des Möglichen als in dem der Gewissheit – wie gewiss kann schon das Gedächtnis sein, wenn es der Kindheit nachspürt? Manchmal blitzen jedoch Erkenntnissplitter auf. Intertextuelle Verweise geben dem schmalen Band Konsistenz. Einzelne Teile eines Körpers – der Geliebten? eines Toten? – erscheinen verstreut in den Gedichten und entwerfen das  fragmentarische Bild eines kaum mehr menschlichen Wesens.
(rd, übers. rg)

Estreme visioni di bianco
Anche attingendo alla più truculenta quotidianità, con voce giovane ma di carattere, Andrea Bianchetti, nato nel 1984, si azzarda a scrivere d'amore, nonostante tutto, nonostante manchi il fiato a volte. Nel libricino _Estreme visioni di bianco_ sono raccolte in tre sezioni 20 poesie che giocano con il perturbante, immerse in un paesaggio e un tempo appena accennati che mescolano le carte del verosimile. L'autore accosta presente e passato a formare immagini che entrano nella sfera delle possibilità più che delle certezze – e che certezze può dare la memoria, nel rivangare l'infanzia? Poche, ma lancinanti. La raccolta è esile, ma si tiene per i costanti rimandi interni, singoli pezzi di un corpo – quello dell'amata? di un morto? – disseminati nei testi a disegnare scorci quasi post-umani. (_rd_)