Da fatali appuntamenti

Von: Marina Rezzonico

Abbiamo oltrepassato soglie e ponti; aperto scenari, chiuso e richiuso conti. E ora mazzi di chiavi appese in disuso, in bella mostra, in fila, come vane pretese. * Anche sul mio terrazzo lo scirocco ha incollato l’aria; di gesso e di perla muta in calcare la stoppia del campo. Svapora il colore il suono deserto il presente. Questo vento che viene dal niente del mare ha mortificato il dolore di prima. Un’inezia resiste : feto, cristallo, fiore; chissà. Pare lasci tracce sicure; incerto trionfo della fragilità. * Freschi ibischi, lentischi ispidi, incurante geranio, mirto, gardenia, begonia, peonia carnosa, rosa rampicante frutice d’alloro speziato assiepato melograno gaudente. Estate colta, sepolta. * L’olivo argenteo che sotto il vento svela il suo opaco splendore è come ci appare a volte la vita. Un abisso di canto allora si alza dentro. Crudeltà e promessa di ciò che è stato. Ostinato amore che ritornerà. (Alla chiara fonte)

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