Com'era bello di giugno a Roseto

Von: Plinio Martini

Der Band Com’era bello di giugno a Roseto (Casagrande, 2023) versammelt fünf Erzählungen des Tessiner Autors Plinio Martini (1923-1979). Sie zeigen, wie sehr dem Autor, seit den 40er-Jahren, da er als Junglehrer und neue Stimme in der Lyrik der italienischen Schweiz begann, die Themen und Orte, die Menschen und Sprache am Herzen lagen, die in seinen berühmten späteren Romanen zum Ausdruck kommen. Auf die ersten beiden unveröffentlichten Erzählungen «Com’era bello di giugno a Roseto» und «Remo» (ein unvollendeter Pinocchio aus dem Maggiatal) folgt die Neuausgabe dreier Prosatexte für Kinder. Der Sohn des Autors, Plinio Martini, beschliesst den Band mit einem reichhaltigen und wertvollen Kommentar. (mp Übers. rg)

Scritti mentre Martini era attivo nell’insegnamento, sono racconti in cui bambini e ragazzi appaiono sia come protagonisti, sia come ideali destinatari. Storie di infanzia o per l’infanzia, dunque, che oggi tuttavia interesseranno soprattutto il pubblico adulto, tanto per il loro valore letterario quanto per la loro capacità di restituire vividamente un mondo – un paese alpestre con la sua gente a metà del Novecento – di cui altrimenti non ci rimarrebbe forse altro che la muta testimonianza dei muri di pietra delle case e delle stalle. I cinque racconti esplorano generi diversi, dalla scheggia realista (*Com’era bello di giugno a Roseto*, *Vigilia di Natale*) al «libro di lettura» che ammicca a Pinocchio (*Remo*), dalla fiaba con animali parlanti (*Storia di un camoscio*) alla novella comica di ascendenza boccaccesca (*Acchiappamosche e il maiale*), ma sono accomunati dalla vivacità di alcuni personaggi, dalle atmosfere e soprattutto dall’ambientazione. Come scrive il curatore Alessandro Martini nel saggio che completa il volume, Roseto diventa in queste pagine felicemente ritrovate il nome di un luogo «sentito come unico, ma capito come universale». (Dalla presentazione del libro, Casagrande)

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