Come antiche astronavi

Von: Claudia Quadri

Vilde, ein Arbeiter mittleren Alters, besucht seinen Vater, der illegal ein Grundstück besetzt, wo er früher Wächter war. Er will ihn überzeugen, eine andere Bleibe zu suchen bevor die Sanierungsarbeiten beginnen, die kurz bevorstehen. Im Hause seiner Kindheit hallen Stimmen aus der Vergangenheit wider. In einer Atmosphäre der Schwebe, real und magisch zugleich, erteilt der dritte Roman der Journalistin Claudia Quadri (1965) das Wort den Personen und den Gegenständen - «Geheimer Code des Kosmos» -, hier an einem einzigen Ort versammelt. Der Artikel von Pierre Lepori beschreibt, wie das neue Buch "Come antiche astronavi" eine Kontinuität zu den zwei vorherigen Werke von Claudia Quadri, "Lupe" und "Lacrima", darstellt und wie die drei anscheinend unterschiedlichen Texte eigentlich eine starke innere Kohärenz aufweisen.

Come antiche astronavi
Vilde, operaio di mezza età, va a trovare il padre che vive abusivamente in una proprietà del Comune di cui un tempo è stato il custode. Vuole convincerlo a cercarsi una nuova sistemazione prima dell'inizio dei lavori di risanamento. Ma tra le case fatiscenti della sua infanzia risuonano le voci: quella della madre che l'ha abbandonato da piccolo per unirsi ai moti degli anni '60 e '70 in giro per l'Europa, quelle di nonna April, della balia Marù, dell'amica d'infanzia e poi amante Marisa – voci che come le capre e i cocci antichi del borgo sprofondano e riaffiorano in una metropoli irrequieta come il mare, mentre l'arrivo delle ruspe si fa sempre più imminente. Alla fine sarà proprio il padre di Vilde a trovare l'idea che concederà a tutti loro un ultimo momento di sospensione. (Dalla quarta di copertina)