Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza

Von: Yari Bernasconi

Zehn Jahre nach Lettera da Dejevo (Alla chiara fonte, 2009) nimmt Yari Bernasconi in seinem neuen, konzisen Gedichtband Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza (L’Arcolaio, 2019) die Briefform wieder auf. Zwei Konstanten ziehen sich durch das Buch: auf der thematischen Ebene verwandelt der Dichter in einem geschickten Spiel mit der Etymologie die Grenze [confine] in eine kriegerische Front [fronte], auf der formalen Ebene nimmt er das Grundthema auf, indem er seine poetische Botschaft in Briefform kleidet und damit die Schranken überwindet und die Umgebung aus ethischer Sichtweise erkundet. So entsteht ein dichter Text, der in sicherem, reflektiertem Ton über die Verhärtung der Grenzen nachdenkt – der politischen wie auch der privaten. (am, Übers. rg)

*Pietas* e sguardo etico, questi i confini di *Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza*. Libro di luoghi e resistenza dell’umano, della vita che si riapre continuamente al mondo, provando a salvaguardarne, nella parola, la durata: «Verso Luino le strade non crollano, / non lasciano voragini aperte sopra il buio». In un linguaggio piano che, infatti, nella terza sezione tracima in brevi inserzioni prosastiche, si racconta una storia di corrispondenze, il tentativo comune, ma non per questo meno urgente, di riattivare uno scambio, un nucleo di relazione, sebbene a sentirsi sia «l’ansia dell’inizio, e più forte / la paura di un’altra, nuova fine». (*Gianluca D’Andrea*) (dalla quarta di copertina)

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