Cielo di stelle

Von: Erminio Ferrari

Cielo di stelle verwebt zahlreiche Aussagen von Zeitzeugen ineinander und rekonstruiert so die Ereignisse, die zwischen dem 15. Und dem 16. Februar 1966 beim Bau eines Wasserkraftwerks zwischen dem Val Bavona und dem Val Bedretto zum Tod von siebzehn Arbeitern führten, «Erben der anonymen Erbauer der Pyramiden», Opfer eines der bis heute schlimmsten Arbeitsunfälle der italienischen Schweiz. Fünfzig Jahre nach dem Stollenunglück von Robiei befasst sich der Journalist und Autor Erminio Ferrari mit dem Geschehen und bringt ans Licht, was unterdessen in Kopf und Herzen derjenigen vorgegangen ist, welche die Erinnerung daran bewahren. (sm, Übers. rg)

Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1966, mentre sono in corso i lavori nella galleria d’adduzione dell’impianto idroelettrico tra la valle Bedretto e la val Bavona, nell’alto Canton Ticino, quindici operai italiani e due pompieri di Locarno muoiono uccisi dai gas tossici che ristagnano nel cunicolo. È l’incidente sul lavoro più grave mai avvenuto nella Svizzera italiana, uno dei molti entrati nella storia dell’emigrazione italiana. Venticinque anni dopo, per scriverne su un giornale locale, Erminio Ferrari riporta la testimonianza di Angelo Da Dalto, l’unico superstite alla tragedia. A quella testimonianza ne seguono molte altre: Ferrari incontra i minatori attivi all’epoca sul cantiere, i dipendenti dell’Ofima (Officine Idroelettriche della Maggia), committente dell’opera, i pompieri che intervennero sul posto, e poi le vedove, le orfane. *Cielo di stelle* raccoglie quelle voci e quelle memorie – la miseria, la fatica, ma anche l’amore e la solidarietà – e ce le restituisce nella forma di un’appassionata e delicata narrazione letteraria, nel tentativo di capire che cosa resta oggi di quel dramma individuale e collettivo. (dalla presentazione del libro, Casagrande)

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