Alla fine dell'Illuminismo

Von: Max Frisch, Übersetzung: Mattia Mantovani

Von welcher Seite man sich auch immer Max Frisch nähert – immer führen seine Neugierde und sein Forschertrieb wieder von ihm weg. Frischs Haltung verweist stets darauf, dass die Realität sich nicht vereinfachen und das Ich sich nicht ohne Widersprüche konstruieren lässt. Dies erscheint klar auch in Mattia Mantovanis bei Meltemi erschienener Interviewsammlung Alla fine dell’illuminismo. Interviste e colloqui. Darin stellt Frischs ketzerischer Humanismus, der die Unruhe zur kritischen Methode erhebt, auch die traditionelle Anordnung der Gespräche infrage, so dass die Gesprächspartner ihre Rollen tauschen und das festgelegte Frage- und Antwortspiel verlassen, um sich gemeinsam dem unbekannten Land der Literatur zu nähern, das den Autor zwingend selbst in Erstaunen versetzt. (lt, Übers. rg)

Il grande scrittore svizzero Max Frisch si racconta in una serie di interviste che coprono l’intero arco della sua vita creativa, dai primi anni Trenta alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. Ragione e utopia, ideologia e critica, potere e morale, odio e violenza, sfera politica e sfera privata, l’io e gli altri, verità e menzogna, fatti e finzione, morte e suicidio: Frisch si sofferma sui grandi problemi dell’esistenza e sull’odiata-amata Svizzera, alla quale è stato legato da un rapporto molto difficile e controverso. Nel dialogo su questi temi rivive non solo la persona di Max Frisch, ma anche un’intera epoca, con tutte le sue contraddizioni. E con domande che, malgrado i cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni, si sono conservate più che mai attuali. (dalla presentazione del libro, Meltemi)

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